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La Battaglia di Normandia

Scritto da Roberto. Postato in Storia

Con la denominazione "Battaglia di Normandia" si intende la campagna di guerra condotta tra il D-Day, 6 giugno 1944 e la fine di Agosto in Normandia.

Il D-Day è programmato per il 4 giugno, ma le avverse condizioni metereologiche costringono l'Alto Comando Alleato a posticipare lo sbarco. Le unità Alleate sono già imbarcate nella moltitudine di navi e mezzi da sbarco di ogni tipo e dimensione, che costituisce la più grande forza di invasione mai raggruppata nella storia del mondo.
Lo sbarco non può essere posticipato a lungo. Presto il nemico potrebbe individuare ed intuire la destinazione di questa enorme flotta ed il morale e le condizioni fisiche delle truppe Alleate vanno rapidamente peggiorando.


Il pomeriggio del 5 giugno il servizio metereologico britannico riesce ad individuare una finestra temporale di buone condizioni, che permetterebbe di condurre un attacco il 6 giugno. La controparte tedesca invece ritiene che il tempo non possa migliorare e questo porta il Comando Tedesco ad essere ancora più fiducioso dell'improbabilità di un attacco.
La scelta che il comandante in capo Eisenhower deve prendere è estremamente difficile. Se decide di lanciare l'attacco, oltre al rischio che il buon tempo non duri abbastanza c'è la certezza che le condizioni non consentiranno ai caccia Alleati di condurre sortite di interdizione e supporto aereo ravvicinato. Se invece decide di non rischiare e posticipare l'invasione, le condizioni metereologiche e di maree accettabili si ripresenteranno solo dopo diverse settimane e il velo di segretezza mantenuto sui piani verrebbe a mancare.

Eisenhower decide di lanciare l'invasione, con sollievo dei comandanti e soldati che con difficoltà trattengono la tensione dopo mesi di pianificazione ed addestramento. L'armata di invasione si lancia verso gli obiettivi.

D-DAY

I primi soldati Alleati a giungere in Normandia durante la notte sono i Pathfinders, paracadutisti equipaggiati con radiofari con il compito di segnalare agli aerei da traspoto la rotta da seguire. Le prime unità a giungere in Normandia sono le truppe paracadutate. Durante le prime ore del 6 giugno la 6a paracadutisti UK atterra vicino agli obiettivi, il fiume Orne e il ponte sul canale, poi chiamato "Pegasus Bridge". I quasi mille aerei C-47 che trasportano la 82a e la 101a paracadutisti US incontrano dense nubi sopra la Normandia ed una fortissima opposizione della artiglieria contraerea tedesca. Non riescono a mantenere la coesione delle complesse formazioni di volo e di conseguenza i soldati si lanciano spesso lontano dalle zone pianificate. E' il caos completo, alcune unità ci metteranno giorni a riaggregarsi.

Poche ore dopo il lancio dei paracadutisti inizia l'atterraggio degli alianti, che portano i rinforzi e gli armamenti pesanti.
I paracadutisti britannici riescono a raggiungere gli obiettivi preposti secondo i piani, mentre le forze americane sono disorganizzate e sparse su un'area molto ampia. Il raggiungimento di alcuni obiettivi si deve allo spirito di iniziativa dei soldati di ogni grado.
Un lato positivo degli errori di lancio delle truppe americane è che inducono il Comando Tedesco a interpretare in un primo momento gli allarmi come piccole incursioni di disturbo. Quando comprende che l'invasione è in atto, sopravvaluta la dimensione delle forze paracadutate, dato che quasi ovunque, tra la strada da Carentan e Montebourg e la costa, sono segnalati paracadutisti che ingaggiano in combattimento le forze tedesche.

All'alba del 6 giugno ha inizio l'invasione.

A UTAH la prima ondata della 4a divisione US sbarca a pochi chilometri di distanza dal punto programmato a causa di un errore di navigazione dei mezzi da sbarco. Questo errore li porta su una spiaggia poco difesa attraverso cui possono avanzare nell'entroterra per congiungersi con le truppe aereotrasportate e procedere verso la zona di sbarco dove sono attese le successive ondate. La zona di sbarco è stata duramente colpita dal bombardamento aereo e navale e gli ostacoli vengono rimossi per consentire lo sbarco dei rinforzi.

A OMAHA i bombardamenti non riescono a intaccare le difese tedesche. Questo è il settore meglio difeso, anche grazie al terreno, con dune e scogliere più alte rispetto alle altre zone di sbarco. Inoltre è stato ampiamente sottovalutato il contingente della 352a divisione tedesca, superiore alle previsioni per numero e per qualità. Le prime ondate della 29a e 1a divisione US subiscono enormi perdite e con il passare delle ore la situazione non migliora. 
La situazione è talmente grave e ci sono così scarsi progressi che l'Alto Comando Alleato considera se dichiarare fallito lo sbarco a OMAHA e dirigere i rinforzi in attesa verso altre spiagge.
La consapevolezza dei soldati di essere destinati a morte certa, se non fossero in grado di superare la linea di difesa tedesca ed avanzare, ha il sopravvento sugli elementi oggettivi e a piccoli gruppi la forza di sbarco si muove oltre la spiaggia.
Solo a fine giornata la testa di ponte ad OMAHA è stabilita e saldamente difesa, anche se con molte ore di ritardo.
A Point Du Hoc i Rangers scalano la scogliera sotto il fuoco nemico per non trovare i cannoni di largo calibro, che costituiscono l'obiettivo della loro missione.

Con GOLD inizia il settore di competenza britannico. A GOLD, SWORD e JUNO la 50a divisione UK, la 3a divisione CA, la 3a divisione UK ed elementi della 79a divisione corazzata UK non incontrano ostacoli maggiori di quelli previsti nonostante la presenza e l'impiego durante la giornata della 21a divisione panzer tedesca ed iniziano a penetrare nell'entroterra stabilendo alla fine del D-Day la testa di ponte più estesa e profonda di tutti i settori. Viene stabilito il collegamento con la 6a divisione paracadutisti UK che costituisce il fianco orientale.

Cherbourg e Caen

Molti obiettivi devono ancora essere raggiunti alla vigilia del D-Day + 1, il 7 giugno 1944. 
I settori americani sono poco profondi, OMAHA è ancora vulnerabile e ci vorranno ancora due giorni prima di stabilire un collegamento con i britannici provenienti da GOLD. UTAH è isolata dalle altre zone (il collegamento con OMAHA avverrà il 10 giugno) e le forze assegnate a questo settore hanno un obiettivo molto importante come Cherbourg ed il suo porto.
Il grande settore britannico e canadese rappresenta la situazione di maggior successo al momento e si appresta a cingere d'assedio Caen.

Dal punto di vista tedesco i due rischi principali sono la perdita di Cherbourg e di Caen. Cherbourg è posta alla punta di una penisola e può essere facilmente isolata dagli Alleati che vi sono appositamente sbarcati alla base, mentre Caen, a 230 km da Parigi, è ancora saldamente in mano tedesca e tutte le vie sono aperte per fare affluire i rinforzi dal Nord e dal Sud della Francia. 
Proprio per questi motivi Rommel individua questo settore come quello di maggiore pericolo, su cui concentrare tutte le forze in campo e le riserve mobili, comprese le forze corazzate su cui il Fuhrer gelosamente mantiene il completo controllo.

La Battaglia per Caen

Il 10 giugno viene lanciato un imponente attacco tedesco, cui partecipano 4 divisione corazzate, la 2a, 12a SS, 21a e Panzer Lehr. Gli Alleati oppongono due divisione corazzate britanniche e circa 5 divisione di fanteria con cui assorbono e respingono il pericoloso urto, per poi lanciarsi al contrattacco. Ad est viene guadagnato del terreno ma nessun progresso di rilievo si riesce a compiere verso Caen. Montgomery organizza diverse operazioni, "Epsom", "Charnwood" e "Goodwood", con lo scopo di sfondare le difese della città e solo a fine luglio riesce nell'impresa.

La missione britannica aveva cominciato la campagna con un relativo successo, se confrontato con le missioni americane, ma poi perde il vantaggio conquistando solo pochi chilometri in quasi due mesi di aspri combattimenti. Ciò è inputabile in larga parte alla scelta tedesca di concentrare gli sforzi su Caen ma anche delle scelte di Montgomery, ritenute da molti troppo prudenti e poco incisive. Considerando la vicinanza delle spiagge, da cui giungono rinforzi e approvvigionamenti, e le forze impiegate dagli Alleati, 3 corpi d'armata britannici e il corpo d'armata canadese, per i tedeschi la perdita di un obiettivo chiave come Caen è mitigata dall'essere stati in grado di bloccare così a lungo gli Alleati..

La Corsa verso Cherbourg

Il compito del VII Corpo US, comandato dal generale Collins, è di conquistare Cherbourg e l'intera penisola del Cotentin.

Il corpo compie alcuni progressi nei primi giorni dopo il D-Day, avanzando verso nord e seguendo la strada principale che collega Carentan a Cherbourg, ma viene rallentato alle porte di Montebourg. In tutta la regione i combattimenti si svolgono tra i filari che favoriscono grandemente chi si trova in difesa, in questo caso le forze tedesche. Le vittime Alleate sono largamente superiori a quelle avute durante il DDay e calcolate per questo periodo. 

Con gravi perdite e con un impeto valoroso per alcuni, cinico per altri, il generale Collins riesce a spingere oltre le proprie forze. Le divisioni aereotrasportate 82a e 101a hanno il compito di isolare la penisola del Cotentin e raggiungono la costa occidentale della penisola a Barneville il 18 giugno. Insieme alla 4a divisione di fanteria devono proteggere il fianco sud del corpo d'armata. La 17a divisone PanzerGrenadier (fanteria meccanizzata) ed altre due divisioni di fanteria tedesche premono su questo fronte.

Le forze tedesche a difesa di Cherbourg e delle posizioni fortificate nei dintorni della città oppongono una forte resistenza, ma il 27 giugno, dopo diversi giorni di combattimenti, la guarnigione tedesca si arrende agli Alleati con sommo disappunto di Hitler, che avrebbe preteso una difesa ad oltranza fino all'annientamento.

Per gli Alleati non si tratta però di una vittoria. Il porto è in larga parte distrutto, le infrastrutture portuali sono state sabotate, vi sono mine ovunque e solo dopo alcuni mesi di lavoro dei genieri il porto verrà riattivato. Molte vite sono state spese per un obiettivo forse non realistico.

In seguito alla caduta di Cherbourg le forze americane nella penisola di Cotentin si spostano verso sud, agendo in congiunzione con i corpi d'armata giunti da OMAHA e spostando il fronte verso sud di diverse decine di chilometri.

Operazione Cobra

Alla fine di luglio la penisola del Cotentin è occupata dalla 1ma Armata US comandata dal generale Bradley e il porto di Cherbourg, nonostante i danni subiti, è un obiettivo molto importante raggiunto dagli Alleati. 
La conquista di Caen è stata estremamente costosa in termini di perdite di vite umane e mezzi (buona parte dei mezzi corazzati sono stati perduti) e di tempo. I due mesi impiegati dai corpi d'armata britannici e canadesi per raggiungere l'obiettivo hanno permesso al nemico di fare affluire ingenti rinforzi in quel settore e rendere ancora più difficile la conquista della città e dei dintorni.

Se c'è un elemento positivo in questa situazione è che la tenacia dimostrata a Caen ha rafforzato ancora di più la convinzione del comando tedesco che per gli Alleati sia questo il settore più importante dell'intero teatro. Di conseguenza la maggior parte delle forze tedesche, specialmente corazzate, sono qui concentrare per contenere l'avanzata Alleata. Al settore più ad est, quello di competenza americana, i tedeschi assegnano minori rinforzi, nonostante qui si sia verificata la più profonda avanzata nelle settimane precedenti.

L'operazione "Cobra" vuole approfittare di questa situazione. Una rapida avanzata verso sud, accompagnata da un significativo supporto dall'aria, potrebbe rompere le difese tedesche e consentire alle ingenti forze americane (4 corpi d'armata) di giungere su terreni aperti dove approfittare delle capacità di manovra delle forze corazzate e meccanizzate, lasciando le insidie dei filari e bocage normanni. L'intenzione è di raggiungere Avranches, la porta per la Bretagna e la Francia centrale.
Le condizioni geografiche favoriscono questo piano, perchè impiega la propria energia nell'avanzata principale e nella protezione del solo fianco orientale, mentre quello occidentale è naturalmente protetto dal mare. Ciò riduce di molto le possibilità nemiche di aggirare e chiudere il saliente con un contrattacco, perchè potrebbe giungere solo da un lato e quindi, oltre ad essere prevedibile, incontrerebbe maggiore resistenza. Se invece di puntare verso Avranches a sud la direttrice fosse stata spostata verso est, ad esempio verso Vire, i tedeschi avrebbero avuto maggiori possibilità di organizzare un efficace contrattacco.

l VII Corpo US guidato dal generale Collins, che ha conquistato la penisola del Cotentin e Cherbourg, ha l'incarico di guidare l'avanzata nel settore centrale, imprimendo la maggiore pressione possibile sul fronte nemico per spezzarlo e fluire nelle retrovie.
L'operazione, fissata per il 24 luglio, viene preceduta da un vasto bombardamento a tappeto sulle unità tedesche dislocate lungo la direttrice di attacco. Alcune unità americane sulla linea del fronte vengono erroneamente colpite dal bombardamento iniziale, ad ulteriore dimostrazione delle difficoltà di cooperazione tra l'esercito e l'aviazione quando è previsto l'uso di bombardieri strategici (similmente a quanto è accaduto ad Omaha durante il D-Day), per cui l'operazione è posticipata al giorno seguente.

Anche il 25 luglio il bombardamento causa delle vittime tra gli Alleati e sconquassa per 3 ore le unità tedesche. La zona viene bombardata tanto pesantemente che le macerie ed i crateri rallentano l'avanzata alleata. Viene aperto un varco tra Mantigny e St.Gilles attraverso cui il VII Corpo penetra sempre più in profondità.

Operazione Liegi

L'operazione Cobra ha avuto successo e, mentre l'VIII Corpo US inonda la Bretagna con le proprie colonne corazzate, per il resto delle forze Alleate è necessario riorganizzarsi e stabilizzare il fronte, di conseguenza diminuisce l'impeto dell'avanzata. L'esercito tedesco decide di approfittare di questo momento di relativa sosta per organizzare un contrattacco contro gli americani denominato operazione "Liegi", con l'obiettivo di ricucire la breccia tra Avranches e la costa. A questo scopo si raccolgono ingenti forze corazzate anche dal settore di Caen, calmo da alcune settimane. 

Il canto del cigno dell'esercito tedesco in Francia si compie il 7 agosto, quando 5 divisioni corazzate si dirigono su Mortain.

Gli Alleati riescono a conoscere in anticipo le intenzioni tedesche grazie all'intelligence e possono predisporsi alla difesa. Durante la notte ed il corso della giornata la disorganizzazione dell'avanzata tedesca fa perdere ogni vantaggio residuo e l'aviazione tattica Alleata, composta da caccia e cacciabombardieri, infligge gravi perdite rendendo ancora più difficile la coesione dell'operazione tedesca.

Il giorno 8 il II Corpo CA lancia l'operazione "Totalize" con obiettivo Falaise, proprio nel settore da cui i tedeschi hanno spostato alcune unità per comporre la forza di manovra dell'operazione "Liegi". Solo la lentezza ed il disordine permettono ai tedeschi di reindirizzare delle unità che ancora non sono giunte nel settore di attività e possono contrastare l'avanzata dei canadesi. Nel frattempo anche dagli altri settori le unità Alleate passano al contrattacco approfittando dello stallo tedesco.

Inizia a crearsi la zona denominata "sacca di Falaise" dove 3 armate tedesche rischiano di restare intrappolate. Canadesi e britannici premono da nord, diversi corpi d'armata US incalzano le truppe tedesche da ovest verso est e il temuto generale Patton chiude la sacca, muovendo il XV Corpo US da sud dove, insieme agli altri corpi d'armata della III Armata US, aveva liberato gran parte della Bretagna. Il 14 agosto Argentan è in mano alle unità di Patton ma fino al 20 agosto non viene stabilito un collegamento con le unità canadesi e una parte delle unità tedesche riesce a fluire attraverso questo stretto varco.

Con questi episodi si conclude la battaglia di Normandia. Nonostante le difficoltà, i ritardi e le alte perdite, gli Alleati riescono in un'impresa epica di fronte ad un nemico forte e determinato. 
La strada verso la libertà è ancora lunga e costeggiata di grandi sacrifici, ma senza questo successo null'altro sarebbe stato possibile.