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Panzerkampfwagen B-2 740 (f)

Scritto da Roberto. Postato in HSSworkbench by t-roby

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Dopo la sconfitta della Francia, 161 Char B1 furono catturati dai tedeschi. Questi furono inseriti nell'organico delle truppe tedesche con la denominazione di Panzerkampfwagen B-2 740 (f). Il carro non si prestava molto ad essere inserito all'interno delle unità panzer tedeschi, per via della torretta monoposto; perciò furono utilizzati perlopiù come carri di seconda linea, d'addestramento, oppure in versioni modificate

 

 

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E-100

Scritto da Roberto. Postato in HSSworkbench by t-roby

Ecco il WIP del prototipo del carro armato tedesco E100. Lo scafo inferiore è stato realmente trovato dagli alleati a Haustenbeck vicino Paderborn completo di cingoli, motore e parafanghi laterali. La torretta e il cannone è ripreso da un idea del modellista M. Rinaldi. Si può dunque dire che il carro è reale...al 50%!!  

L'E-100 fu uno dei veicoli più pesanti pronto per la produzione di massa. Il carro fu pensato nel tardo 1944 come arma cardine delle divisioni panzer negli anni a venire e fu sviluppato dalla Adler. Tuttavia si scontrò con il Panzer VIII Maus della Porsche, il quale gli fu preferito nonostante con le sue 188 t fosse più pesante. Il tempo e lo sforzo produttivo, dall'altro canto, in particolare, l'approvvigionamento delle materie prime e la grande quantità di denaro che sarebbe stato utilizzato per la progettazione e l'eventuale produzione di entrambi i veicoli, Maus ed E-100 era meglio spenderlo altrove.

 

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Marder II with 50mm pak38

Scritto da Administrator. Postato in HSSworkbench by mcfly

Con il proseguo dell’avanzata in Terra Sovietica, la necessità di armi anticarro efficaci e mobili diventava sempre più impellente.

Nella seconda metà del 1942 i primi Marder II con il pezzo da 75mm PaK 40 iniziarono ad essere distribuiti ai reparti ma la produzione, pur avvalendosi di scafi già pronti, non superò mai la media di 50/60 mezzi al mese con un picco di 80mezzi nel mese di Gennaio 1943.  Ben al di sotto delle reali necessità. In quest’ottica si deve quindi vedere il tentativo fatto dal PzJrAbt 128 di “costruirsi” in casa in Panzerjager utilizzando degli scafi di PAnzer II recuperati e dei pezzi da 50mm PaK38.

Dalle foto si evidenzia tutta la crudezza della modifica campale. Non si conosce l’esatto numero di mezzi convertiti che dovrebbe essere di 5-10 veicoli.

Genesi di un Modello

Ci sono dei momenti in cui ti senti in grado di cimentarti con qualcosa di diverso, di più difficoltoso, e dei momenti in cui ti ci ritrovi dentro a causa di una buona bottiglia di vino. Non saprei distinguere in quale dei due mi trovavo nell’istante in cui ho deciso di realizzare il mezzo, sicuramente di vino e birra se ne sono consumati parecchi nel proseguo. Quando sono partito con il progetto la mia idea era quella di realizzare il marder II con il cannone da 75mm. Nulla sul mercato (esisteva solo la vetusta scatola del marder II Tamiya) ottima documentazione, si prende lo scafo del wespe Tamiya, il pak 40 da 75mm AFV, gli interni Panzer II Royal model e si comincia.

Lo scafo del wespe è stato letteralmente segato, poiché era più lungo di quello del Panzer II, i ruotini di rinvio tagliati e riposizionati, con l’aggiunta del quarto opportunamente ristampato.

Si comincia a lavorare l’interno con una certa soddisfazione quando arriva la triste notizia…Dragon tira fuori il Marder II. Scoraggiato accantono il progetto quando in un’assolata domenica di maggio ad Euroma, il buon Fabio Sacchi mi tira fuori il coniglio dal cilindro: “perché non fai il Marder II con il cannone da 50mm? Era una modifica campale”.

L’idea era ottima e mi aveva ridato entusiasmo, un peccato buttare alle ortiche il lavoro già fatto…ma la documentazione? Comincio a mobilitare gli amici del club, a comprare libri ecc. riesco a trovare solo qualche fotografia del mezzo e finalmente una pubblicazione polacca con dei disegni in scala. Tanto basta per proseguire,

INTERNI

Per gli interni sono partito dal kit Royal Model per il wespe. La trasmissione il gruppo ruote motrici e seggiolino sono di buona fattura anche se un po’ datati, le leve di manovra sono state migliorate, attingendo dalle più disparate fonti. Vorrei suggerirvi di non fissarvi solo con i kit di aftermarket, in giro per casa ci sono tante cose che ci possono far comodo, da qualche orologio classico  rotto si possono ricavare ingranaggi e cremagliere, molle, dalle vecchie corde di chitarra classica si ottengono degli ottimi tubi corrugati, il tutto a portata di mano e soprattutto gratis!!!

Tornando a noi, il posto pilota è stato particolarmente curato, con tutti i leveraggi autocostruiti; sulla trasmissione sono stati aggiunti alcuni particolari, di cui uno molto carino è la riproduzione della sede del contenitore dell’olio lubrificante;

per la parte destra dove sono i serbatoi, sono ricorso all’autocostruzione pressoché totale raccordandola con la parte posteriore che è una ristampa del kit dragon dalla quale sono partito per effettuare le modifiche che hanno portato alla versione C del panzer II.. Dalla parte opposta ho riprodotto una paratia laterale su due, ispirandomi alla foto, ciò mi ha consentito tra l’altro di dipingere successivamente la parte interna dello scafo, effettuando cosi una variazione cromatica della pittura degli interni.

SCAFO

Per quanto riguarda lo scafo, ci sono delle modifiche da fare. Il marder II con pak 75 era su scafo panzer II F mentre la nostra bella modifica campale si basa su un panzer II C. L’ottima pubblicazione Achtung Panzer ci viene in soccorso per le due versioni. La modifica principale sta nella parte frontale. Il C aveva delle piastre aggiuntive per aumentare la corazzatura frontale, le quali erano state montate sullo scafo stondato a formare un angolo. Le piastre devono essere ben evidenziate per cui le ho letteralmente riprodotte cosi come erano e poi le ho incollate. Inoltre l’F aveva la piastra frontale che andava da parafango a parafango dritta, mentre il C la piastra formava un angolo con una seconda piatra appena dopo il portello pilota. Questa parte è stata completamente autocostruita (il Panzer II C tamiya non era ancora uscito).sia esternamente che internamente.

Per il treno di rotolamento e la parte vano motore, ho preferito ristampare alcune parti del nuovo Marder II dragon per poi procedere a modifiche e migliorie. In particolare la grata posteriore era diversa tra il C e l’F, e bisogna ricreare la presa d’aria laterale che aveva il vano motore del C rispetto all’F.Anche la grata sinistra è stata autocostruita. La marmitta del C e del tipo a tubo lungo differente dall’F, il coprimarmitta forato è una lastrina aber tagliata e sagomata (nonché ammaccata). Il gancio è un mix di lamierino e plasticard.

Le ruote sono state sostituite in quanto quelle Dragon sono molto più dettagliate con la classica scritta CONTINENTAU, alla quale è sufficiente togliere un pezzo della U per farla diventare CONTINENTAL. La ruota posteriore di rinvio appartiene al kit panzer II C della Tamiya (uscito nel frattempo sul mercato). Ovviamente anche le ruote sono state ristampate.

I parafanghi sono stati auto costruiti utilizzando le lastre Aber a losanghe opportunamente tagliate e per quello posteriore destro, la lastra liscia. Il retro è stato completamente auto costruito .

IL CANNONE

il pak 38 della dragon è un buon kit di partenza, ma con le fotoincisioni Aber e qualche sapiente modifica diventa veramente un bel pezzo, la parte delle ruote andava modificata, l’asse è stato tagliato e sono state ricreate le piastre imbullonate che reggevano le due prolunghe create in luogo delle ruote. La corazza frontale è un bel rompicapo ma alla fine non si può che rimanere soddisfatti dal sorprendente realismo. I bulloni frontali sono modelkasten forati, mentre sullo scudo frontale basso sono stati effettuati dei fori in luogo delle cerniere che reggevano la seconda parte dello scudo e che ovviamente non serviva sul cannone una volta fissato al carro. Sulla parte superiore del cannone si può notare la molla di recupero inserita nel vano appositamente scavato nella plastica (devo dire che il kit aber del pak 38 fornisce una fotoincisione ma non è molto realistica).

PARATIE LATERALI E CASSONI

Una parte importante del mezzo, sono le paratie che avrebbero dovuto offrire protezione all’equipaggio.

Esse sono state autocostruite in plasticard, seguendo le foto a disposizione ed effettuando continue prove a secco insieme al cannone per far combaciare il tutto.

Altri elementi interessanti che rendono questo mezzo veramente accattivante sono i cassoni posteriori, delle vere e proprie accozzaglie di ferro ma evidentemente molto utili in fase di stivaggio come le foto ben documentano. Gli attacchi dei cassoni hanno ricevuto particolare attenzione, ho autocostruito un singolo attacco (funzionante tra l’altro, ma in posizone verticale il cassone non rendeva molto) e l’ho stampato più volte, andando a tagliare ogni singolo pezzo al punto esatto.

Sia le paratie che i cassoni erano una modifica campale, ho voluto enfatizzare quest’aspetto ricreando le saldature (ed in seguito aggiungendo nella scenetta le bombole e la maschera).

PITTURA

Per dare la sensazione della diversa provenienza dei materiali che hanno composto questo carro, ho deciso di dipingere separatamente alcuni componenti, ottenendo tra l’altro una varietà cromatica non indifferente. Si va dal giallo sabbia del carro, ampiamente invecchiato e usurato al grigio panzer del cannone, all’acciaio non verniciato delle paratie laterali.

Partiamo dal giallo sabbia. Ho dato una mano di dark yellow, schiarendo con bianco per i successivi passaggi e scurendo con marrone scuro per le ombre. Sono passato poi a fare le scrostature a mano usando il pardo negro della vallejo e con la spugnetta usando il german grey, e poi più passaggi ad olio usando giallo di napoli, terra di siena bruciata (per le colature di ruggine) e terra d’ombra naturale. Stessa cosa per le ruote alle quali si è aggiunto l’oil e black smoke del set tensocrom lifecolor, e gli immancabili pigmenti.

Per le paratie, onde ricreare l’effetto metallo un po’ brunito e a tratti arrugginito, ho dovuto…studiare!!! Devo dire che ho preso spunto dagli studi di Adam Wilder e MIG, e credo di aver raggiunto un buon risultato. Il tutto è un misto di tecniche: sono partito da un fondo marrone scuro, al quale ho applicato con la spugnetta varie tonalità di colore humbrol (è importante usare la parte pigmento dell’humbrol poiché picchettandola sulla lastra si ottiene anche una certa rugosità)

che vanno dal marrone rossiccio al giallo ocra, ho sigillato il tutto con del trasparente opaco, poi ho usato la tecnica della lacca, spruzzando quindi la lacca e poi un marrone diluito ad acqua. Togliendo poi il colore in alcuni punti con un pennello bagnato nell’acqua otteniamo la base sulla quale andare a lavorare. Personalmente amo i colori ad olio e quindi ne ho fatto largo uso mettendo una punta con il pennello e sfumando qua è la. Anche qui ho usato colori che vanno dal ruggine al giallo ocra. Infine alcuni tocchi con i pigmenti mig standard rust, old rust e light rust hanno completato l’opera. Tocco finale l’uso della grafite data con il dito, su tutti i bordi e qua e la sui pannelli. Per le saldature ho usato direttamente una matita color cromo, dando ad olio con un azzurro l’effetto del metallo cotto intorno alla saldatura…ricordate le saldature (a meno che non siano dipinte) sono cromate.

Per i cassoni ho usato come principio la stessa tecnica dei pannelli, solo che al momento di effettuare la tecnica della lacca ho usato un grigio per quello posteriore e un destert yellow per quello anteriore, sfregando parecchio per renderli logori.

Il cannone e stato dipinto da un mix di german grey + german luftwaffe blue, schiarendolo con del bianco. Lavaggi ad olio, scrostature ad acrilico e pigmento finale per una leggera impolverata.

Il figurino è stato dipinto ad acrilico cosi come le bombole e le taniche.

RINGRAZIAMENTI

Vorrei ringraziare Antonio ed Andrea Talillo, per il materiale fotografico messo a disposizione;

Fabio Sacchi per il materiale fornito l’idea del mezzo e la supervisione generale, gli amici di Missing Lynx, in particolare  Pekka Toivonen per gli utili consigli dati, infine, concedetemelo, la Tennent’s per l’ottima birra, gli U2, i Doors, i Rolling Stones, i Depeche Mode, Vasco Rossi, Renato Zero i Nomadi perché con la loro musica mi hanno tenuto compagnia in questo lungo viaggio

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MAZ 537

Scritto da luca. Postato in HSSworkbench by ariete

Sono sempre stato appassionato di mezzi ruotati, e questo ne ha addirittura 18 (comprese le due di scorta).   06Per cui appena uscito il kit Trumpeter non ho perso tempo a comprarlo. Purtroppo però è rimasto nella scatola per molto tempo , fino a quando, navigando su internet, ho trovato una foto che mi ha ispirato, un mezzo in Afghanistan, con livrea giallo sabbia.

 

 

 

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Breda 52

Scritto da marder. Postato in HSSworkbench by marder

Un progetto di autocostruzione che porto ormai avanti da 13(!!) anni...07

Ora il camion è praticamente finito ma il 90/53 è da iniziare...manca però l'ispirazione...

prima o poi lo finirò promesso!